San Zenone degli Ezzelini - Veneto
Adagiato tra colli e pianura, al limitare della provincia di Treviso, in faccia a quella di Vicenza, si estende uno tra i paesi più belli e suggestivi
in faccia a quella di Vicenza, si estende uno tra i paesi più belli e suggestivi
della pedemontana del Grappa. Qui, "madre Natura" ha saputo allestire uno spettacolo di rara bellezza e intensità: le ampie terrazze sui colli offrono al pensiero un ideale balcone dal quale molteplici tonalità di verde guidano lo sguardo, come attraverso una scala a pioli, fino al morbido candore delle nuvole che affollano l'intenso blu del cielo. Risulta difficile immaginare come questo paesaggio, che sussurra in ogni suo risvolto pace e amore, abbia potuto essere teatro di terribili tragedie. Proprio sul colle Castellaro si consumò l'ultimo atto della famiglia degli Ezzelini, barbaramente annientata da una coalizione di Trevisani, Padovani e Vicentini che, dopo un lungo assedio, riuscirono a penetrare nel castello dove si era arroccato con i propri cari Alberico da Romano, abile stratega e Signore di Treviso.
I suoi figli maschi vennero decapitati a bastonate, la moglie e le due figlie furono messe al rogo, Alberico, dopo aver assistito alla distruzione della sua famiglia, fu trascinato per le strade del paese, legato alla coda di un cavallo.
Dell'imponente castello che ricopriva l'intero colle rimase solamente la chiesetta. Dopo sessant'anni Pietro Bonaparte ricostruì il fortilizio che passò al figlio Odorico e poi a Treviso.
Oggi del castello non resta che qualche brandello di fondamenta, il basamento della torre, la chiesetta e un lungo e misterioso intricarsi di gallerie che perfora la collina, secondo la leggenda, fino alle rive del Piave e del Brenta. Ma la vera battaglia contro la crudeltà e la cupidigia umana è stata vinta dalla bellezza incantata della natura, che ha saputo ricoprire con un preziosissimo velo paesaggistico le testimonianze della nefandezze e delle angherie che si sono perpetuate per lunghi secoli su questi colli, quasi a voler contribuire all'espiazione dei peccati degliu uomini.
L'amenità di questi luoghi ispirò due grandi artisti, Noé Bordignon (1841-1920) e Wolf Ferrari (1878-!945), che proprio s San Zenone trascorsero gli anni più fervidi della loro vita. Qui, secondo l'antica leggenda, si soffermò l'imperatore Carlo V e sempre qui venne Caterina Cornaro, la gran signora d'Asolo, gia regina di Cipro, a soddisfare i piaceri della caccia.